BrainOnRoad alla redazione di PianaNotizie.it

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Mercoledì 14 Ottobre, presso la redazione di PianaNotizie.it

il quotidiano online della piana fiorentina, in compagnia di Barbara Berti e Pierfrancesco Nesti, si parla di sicurezza stradale in chiave “BrainOnRoad”! L’invito alla trasmissione del Mercoledì mattina “Citofonare Piazza Ghiberti” ci ha fatto molto piacere e siamo stati lieti di partecipare via web in Live streaming accompagnati anche dalla cordiale partecipazione di due organizzazioni no-profit, l’Associazione “Un Pozzo per Edoardo” rappresentata da Patrizia Spinelli e l’Associazione “Emiliano con noi Per Sempre” rappresentata da Adriano Paoli.

 

Due minuti per sciogliere il ghiaccio e si entra subito nel vivo parlando di cosa vuol dire “stare attenti alla guida”. Si tratta di evitare distrazioni come usare il telefonino, come cliccare sul navigatore o l’autoradio, come rifarsi il trucco o c’é dell’altro?

Ottima domanda! La distrazione può essere letta su due livelli: a livello superficiale si può parlare di distrazione tutte le volte che in auto ci occupiamo di cose che non hanno niente a che fare con la guida, come appunto gli esempi appena visti, compreso il navigatore e l’autoradio che sarebbe sempre bene regolare da fermi o con l’aiuto di un passeggero. A livello più profondo si parla di distrazione quando, anche se materialmente ci stiamo occupando esclusivamente della guida, tuttavia il nostro cervello è impegnato in altre riflessioni che non riguardano la guida.

Per esemplificare, è il caso di tutte quelle volte che viaggiamo pensando ad un appuntamento appena concluso, o prossimo, oppure pensando a ciò che dovremo preparare per cena, al regalo che dobbiamo fare alla tale persona, al viaggio che stiamo organizzando, ecc… Tutte le volte che guidiamo senza concentrarci sulla guida, inteso come tutte le volte che il nostro cervello si occupa di guidare in modo automatico e nel frattempo noi (che poi non è chiaro chi siamo “noi” rispetto al nostro cervello…) possiamo occuparci mentalmente d’altro. Come quelle volte che sbagliamo strada perché eravamo sovrappensiero o che non ci ricordiamo se a quel dato incrocio siamo passati subito col verde o abbiamo dovuto aspettare che terminasse il rosso.

 

E dunque come si fa a “stare attenti”? Ci domandano Barbara e Pierfrancesco.

Superata la prima ovvia risposta, e cioè che bisogna imparare ed adottare la Guida a Controllo Intuitivo, proviamo a dare alcune indicazioni di massima per far comprendere come appunto il nostro Metodo riesca a superare quel tipo di impasse mentale. Si deve attingere al mondo della psicologia, al mondo che spiega come funziona il nostro caro alleato e nemico, il nostro cervello. Solo comprendendo le strutture ed i processi che regolano il funzionamento del nostro cervello possiamo procedere a disinnescare i comportamenti disfunzionali alla guida e potenziare quelli funzionali. Nessuno oggi riceve questo tipo di formazione dalle scuole guida né dai corsi di perfezionamento alla guida. In tutti i casi si tratta sempre di tecniche di guida in senso stretto; un know how che dà strumenti per comandare il mezzo e regole da rispettare sulla strada. STOP.

Peccato che il 75% degli incidenti stradali sia causato dalla distrazione e non dall’imperizia o dalla scarsa conoscenza del codice della strada!

 

Fateci degli esempi… per capire ancora meglio.

Difficile fare esempi che spieghino cosa si può fare senza avere a disposizione il tempo e l’atmosfera presenti alle serate dei corsi. Ok, ci proviamo con un esempio facile e comune che riguarda il Sistema di Attivazione Reticolare (SAR). Il SAR è un area del nostro cervello designata a filtrare le informazioni che giungono dai nostri occhi al fine di rendere gestibile la mole di dati raccolta. In assenza del SAR impiegheremmo molte ore per compiere anche un solo passo o per afferrare un oggetto… e se ci pensate bene da bambini questi problemi li abbiamo realmente vissuti. Poi abbiamo educato il nostro cervello a dare per certe alcune cose per poter passare a concentrarci su altro.

Un modo per comprendere la potenza del SAR nella determinazione di cosa è visibile al nostro “occhio mentale” e cosa no è il seguente: tutte le volte che bramiamo l’acquisto di un certo oggetto, ci capita di vederlo in giro molto più spesso di quanto non accadesse prima; è il caso ad esempio della borsetta per le signore o il caso del cellulare per i signori. Prima che ce ne interessassimo sembrava che ce ne fossero molti meno e poi tutto a un tratto sono fioriti ovunque. Ovvio che la distribuzione di quegli oggetti non è granché cambiata, è la nostra attenzione che ha modificato la nostra sensibilità e ci ha reso percettibili oggetti che in condizioni normali non avremmo mai notato. Ora pensate alla potenza di questo strumento applicato alla guida… poter educare il cervello a vedere selettivamente i segni evidenti che preludono all’incidente!

 

Il Vostro Metodo prende dunque spunti dalla sola Psicologia o attinge ad altre discipline?

La Guida a Controllo Intuitivo nasce dal profondo desiderio di “fare” sicurezza stradale in modo attivo; cambiando dunque modulo e passando dal “se guidi non devi fare…” a “quando guidi preoccupati di fare almeno…”. Come spesso accade, quando si pensa di aver detto tutto in una determinata disciplina e ci si trova in una situazione di stagnazione, l’unico modo di superare l’impasse è provare ad applicare ad essa concetti e logiche di altre discipline; in questo modo si aprono nuovi e spesso interessanti scenari. Noi abbiamo attinto dai nostri studi di psicologia, di PNL (Programmazione Neuro Linguistica), di Aeronautica e infine dalla nostra ultraventennale esperienza di guida sempre all’insegna della ricerca di azzeramento del rischio pur mantenendo viva la passione che abbiamo per le due e le quattro ruote.

 

A chi sono rivolti i vostri corsi?

Il nostro cliente preferito è il “neopatentato” per il semplice motivo che i giovani non hanno ancora strutturato nella testa comportamenti abituali disfunzionali alla guida. Tradotto dallo psicologhese, significa che un neopatentato troverà molto più semplice ed efficace adottare le tecniche che noi insegniamo per il semplice motivo che non ha ancora comportamenti abituali alla guida precostituiti.

Detto ciò è ovvio e naturale che anche il pilota esperto con 30 anni di patente sulle spalle ha assolutamente da trarre altrettanti molto benefici, e nella gran parte dei casi è sorprendente di come si scopra, durante il corso, di quanti comportamenti e abitudini che spesso vengono date per scontate e utili, risultino assolutamente deleterie per la sicurezza di guida. Abbiamo raccolto testimonianze di nostri corsisti che raccontano di come queste tecniche siano efficaci anche per chi ha tantissimi chilometri di strada fatta e di quanto addirittura possano essere applicate non solo al mondo della strada ma anche in altri ambiti della vita a 360%.

 

D’altra parte di fronte ad un fenomeno che miete ogni anno oltre 3.400 vittime solo in Italia e che è governato da un fattore, “la distrazione”, che oggi nessuno sa e può gestire con le conoscenze disponibili, è assolutamente stolto pensare di non aver bisogno di questo tipo di formazione. Ciò equivarrebbe ad accettare supinamente il fatto che l’incidente è, e resterà per sempre per tutti, solo una questione di tempo e di fortuna.

 

Intervista completa dal Sito PianaNotizie.it

FB Brain On Road

 



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